Racconti bastardi,cinici,surreali,senzasenso e altre diavolerie
chi sono
Modestia a parte sono un genio mancato; potrei incidere canzoni (se solo sapessi suonare uno strumento) potrei fare fumetti (se solo sapessi disegnare) potri fare dei film (se solo qualcuno mi finanziasse)...Mi limito a scrivere storie (se almeno sapessi la gramattica...)
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A Napoli e in tutta la Campania c’è la nebbia. Un cortina presente tutto l’anno con qualsiasi condizione atmosferica; pioggia, acqua, vento, sole, la nebbiolina è leggera e ad un occhio distratto potrebbe non essere notata. Eppure c’è, i suoi effetti sono sotto gli occhi tutti; riduce la nostra visibilità, può farci inciampare, o peggio ancora farti precipitare in un tombino, far sparire un tuo amico, distruggerti la vita. A Napoli c’è la nebbia e si chiama malavita organizzata
Roberto Saviano ha ragione a dire che è colpevole chi tace e finge di non vedere. Anche io sono colpevole, ma ho paura di questa guerra. Ho persino paura di nominare quel nome che inizia per la C. Il nemico non è oltre confine a chilometri distanza e non siamo protetti da un muro di cinta sormontato da filo spinato. Non indossa una divisa che puoi distinguere e identificare. Il male è tra noi. Sentinelle di certi quartieri sono dotati di binocoli a visione notturna. Quando cammini per strada puoi solo sperare di non incrociare la tua vita con loro. La persona più lontana da certe meccaniche può trovarsi inconsapevolmente a contatto con la nebbia. Due esempi:
Una ragazza si era trasferita da poco in quartiere di Napoli sorvegliato. Andava all’università perciò aveva affittato quella casa. Una sera la stavamo accompagnando a casa con l’auto quando raccontò con disarmante normalità di essere stata fermata diverse volte da qualcuno per dirle semplicemente “ Noi ti conosciamo, sappiamo dove vai la mattina ” e cose simili. Parole inquietanti , che non lasciano possibilità di replica. Ora credo che ai fini legali non sia nemmeno reato questo. Qui si vuole marcare il territorio, far capire a chi non è del quartiere come funzionano le cose.
Un mio amico di un comune della provincia di Napoli è iscritto ad una associazione sportiva che ha sede sul porto. L’associazione fece richiesta al comune di un autorizzazione per poter mettere una barca in acqua. Giorni dopo venne puntuale l’esattore. Non del comune ma della malavita che esordì dicendo “Qui c’è da pagare” . Come fosse una tassa dovuta dell’anti-stato. Ora qualcuno può spiegarmi come quel tizio sia venuto a conoscenza della richiesta attraverso una domanda fatta al comune ?
Queste sono solo due piccole gocce del mare desolazione che incontra l’uomo qualunque. Ripeto a Napoli c’è la guerra civile e anche se vivo la mia vita quasi normalmente ho paura, tanta paura di ritrovarmi un giorno a sbattere contro un palo per la nebbia.
Aveva gli occhi tristi quando l’ho conosciuta. Il suo passato, le sue sofferenze, le ingiustizie subite si riflettevano nel sguardo . C’era una malinconia recondita nel suo animo benché non fosse infelice, che non mi spingeva altro che a volerle bene; proteggerla dalle brutture del mondo. Abbracciarla forte per trasmetterle il mio amore, dimostrare che non ero come gli altri; non l’avrei tradita, offesa o umiliata. L’avrei imboccata se si fosse ammalata e avrei vegliato accanto a lei . A volte ho provato rabbia per chi le aveva procurato dolore. Credevo di essere l’uomo migliore per lei , quello della sua vita. Ma il tempo non la pensava così. Finì l’estate e il vento autunnale la portò via e i mie occhi divennero tristi.
By Kirby
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Sventrato
Sono un bambolotto di pezza
Piantami le unghie nella pancia
e sventrami l’anima.
Scava e riversa fuori il mio ripieno;
sbudellami affinché non abbia
Più bisogno di abbracci.
Usami e gettami sul selciato,
schiacciami e abbandonami .
Cerco nella mia mente
L’attimo dove si è rotto un ingranaggio in me,
Rendendomi ora inadatto .
Forse non c’è,
Forse era già tutto scritto.
Forse quello che credo migliore
E' solo un bagliore
che può accecarmi.
Se due cuori si sommano,
Possono formare un terzo.
Se due cuori si sottraggono,
Possono annullarsi a vicenda.
Ma, un solo cuore rimarrà sempre
E solo uno.
Sogno che dal mio braccio ferito fuoriesca qualcosa che mi addormenti e mi proietti in un nuovo mondo.
Mondo colorato solo da pastelli.
Pastelli in grado di far sorridere adulti e bambini, portare gioia in ogni dove, disegnando un sorriso perfino al sole.
Sole caldo e giallo che riscalda coi lunghi raggi perfino i più duri di cuore. Il sole irradia nelle grotte nere, in fondo al mare blu, sui monti e sul prato.
Prato dove c’è quel fiore dai petali rossi e il cuore giallo che un giorno donerò alla donna della mia vita per dichiararle il mio amore eterno. Fiore dallo stelo verde che metterò nel taschino della camicia per farlo annusare e inebriare tutti i passanti. Tutti potranno ammirare quel simbolo d’amore colto vicino un albero.
Albero d’ulivo verde che la colomba bianca avrà staccato un ramoscello per portare la pace in queste lande. Il rametto d’ulivo volerà in alto nel cielo azzurro e attraverserà un arcobaleno dai mille colori, poi la colomba aprirà il becco e lo lascerà cadere su di un pagliaio.
Pagliaio dove avrò fatto l’amore con amore con il mio Amore, in un caldo pomeriggio di Maggio , e sul quale verranno alla luce i miei figli. In mezzo alla paglia dovranno nascere e crescere per comprendere le loro origini. L’umiltà sarà il pane di cui si nutriranno e l’orgoglio sarà il vino con cui si disseteranno nei momenti di bisogno, lungo il cammino della loro vita. Quando incontreranno un pagliaio ricorderanno di essere figli della terra.
Terra che ha generato pomodori, melanzane, patate, zucchine, sedani e cipolle. Ora io e il mio amore nella nostra casa tagliamo e sbucciamo per preparare il minestrone; lo divideremo con gli animali che ci hanno aiutato a coltivare i frutti della terra.
Raggiunti insieme la quarta stagione della vita, saremo in cucina davanti al minestrone multicolore . Il cane a mordicchiare un osso, il gatto raggomitolato vicino al camino , il passerotto sul davanzale a cantare, l’asino e il bue nella stalla, la capretta e le pecorelle a pascolare. Potrò guardarla negli occhi e dirle
“ Se ho fatto questo sogno è per te”
By Kirby
Rumori consigliati : Faun con la canzone Egil Saga
Credo in un umanità controllata dall’ egoismo e dalla malvagità. Più dal prima piuttosto che il secondo, perché la malvagità è un concetto molto soggettivo, non c’è un limite netto tra male e bene, viene a pesare molto la libera interpretazione.
L’egoismo è diverso, Ego ,se stessi, tutto ciò che riguarda l’agire per il profitto personale. Profitto implicito o esplicito che sia. Il tornaconto personale non è il declino della società ma l’effettivo splendore; la voglia di soddisfare i propri istinti, anche se nascosti nell’inconscio crea benessere anche a costo di danneggiare chi è intorno a noi. Il conflitto verso gli altri genera competizione; e la competizione è la chiave dell’evoluzione.
Credo in una madre natura, spietata e crudele, che ha come unico dogma per i propri figli la legge del più forte. Lasciandoli liberi di distruggersi a vicenda. La forza non è solo quella fisica ma anche quelle mentale, sono ben accetti tutti gli attacchi subdoli e meschini affinché la propria pancia sia soddisfatta.
Madre natura ha stillato dentro la voglia di omicidio e la sete di sangue se un giorno l’uomo non saprà dosare la sua forza potrà autodistruggersi e a prendere il sopravvento saranno le piante che ingloberanno i cadaveri e cubi e cubi di cemento.
Anche la pietà, gesto di misericordia estremo è fatto per soddisfare e compiacersi ; tenere in vita l’essere che si è sopraffatto servirà ad avere un testimone del proprio domino e marcare il territorio.
Quest’esistenza è una partita a carte, mostra troppe delle tue vere intenzioni e sarai messo alle corde da chi ha bluffato, da chi ha nascosto il suo gioco mostrandoti carte false.
In questa folle lotta si inventano ideali e morale per tenere alta la sanità mentale , ma dietro quella maschera si cela la splendida realtà di esseri egoisti capaci di usare il raffinato intelletto per riempirsi lo stomaco .
Ricordate il teorema di Pitagora? La costruzione di quadrati sui lati di un triangolo rettangolo. Data un Ipotesi, dimostrare la seguente tesi…
La mente matematica del giovane Mahmud Vahidnia ha smembrato il problema della dittatura iraniana ( ma non solo quella) come fosse un processo geometrico .
Data una società con le regole che la governano, dimostrare che si è sotto una dittatura.
1. Quale è il diritto umano più elementare che viene negato ? Il diritto di critica che equivale al diritto di parola.
Anche se tutti sono a conoscenza che “Il re è nudo” il semplice fatto di dirlo ad alta voce diviene reato, mettendo così in discussione le normali regole di dialogo civile:
2. Ecco perché la semplice domanda “Perche non possono criticarla?” diviene il fulcro della teoria sulla dittatura di Vahidnia.
3. Perché non possiamo criticarla? (implicitamente significa)-> Perché non possono discutere dei suoi errori ? -> Perché non possono dialogare con lei ? -> Perché nega la libertà di parola
4. Lei agisce come capo di uno Stato + Noi del popolo non possiamo parlare = Siamo sotto una dittatura
Oggi è male e quindi scrivo.
Scrivo per consumare l'inchiostro nero che è in me.
Scrivo per suscitare pena nel lettore.
Scrivo per suscitare pena in me stesso.
Oggi è male per motivi diversi che portano a conclusioni simili,
scrivo perchè il verde verme della gelosia ha morsicato il cuore,
scrivo perchè la rossa serpe della solitudine alberga nel ventre.
E' male ma non c'è nessuno a cui vomitare insulti,
nessuno a cui rompere i denti,
nessuno a cui spezzare le reni.
Ho gli occhi secchi per il troppo pianto,
la gola in fiamme per il troppo urlare
e il cuore livido per il troppo battere contro il vetro.
Ho freddo, le labbra tremano,
mi distendo supino stringendo i pugni ghiacciati.
Andate avanti senza di me,
lasciatemi crogiolare nel fango ancora un pò,
dopotutto sono ancora vivo.
Le pillole di romanzo sono idee dove non c'è null' altro che l'ispirazione fine a se stessa. Un racconto, un romanzo o altra opera d'arte è fatta per un piccola parte ispirazione e per il resto lavoro duro. Da grande scansafatiche che sono ho trovato il metodo per separare l'ispirazione dal lavoro. Nessuno sforzo mentale viene usato per scriverle
Pillole di romanzo
L'uomo che odia
Ho ucciso Marianna. L’ho strangolata con le mie mani poi l’ho calata nell’impasto di cemento. L’ho vista sparire dalla faccia della terra piano piano, dalla testa ai piedi . E’ stata dura progettare un omicidio simile, almeno un anno di tempo per portarlo a termine.
L’omicidio di Letizia è stato diverso, più brutale. Due coltellate profonde e veloci alla schiena, non ha urlato è stato tutto così improvviso, ha chiuso gli occhi e quando si è accasciata l’ho sostenuta con l’altro braccio. Poggiata dolcemente a terra, l’ho trasportata in auto tenendo ancora in mano la lama assassina. L’ho sotterrata ai piedi di un ulivo in aperta compagna.
Infine è toccato ad Ornella. Nemmeno in questo caso c’era stata premeditazione. La sera prima una lunga discussione ci allontanò definitivamente. La incontrai per caso il giorno dopo . La chiamai, lei si voltò ed esplosi un unico colpo diritto al cuore. Attimi infiniti prima di cadere, che sembravano non finire mai, poi scappai via.
Adesso sono a casa , aspetto l’arrivo della polizia. Prima o poi risaliranno me in qualche modo. Risolvono sempre i casa quelli, con tutte quelle apparecchiature moderne e gli esami del Dna. Non mi sono prodigato a nascondere eventuali tracce. In verità sono anche stupito che impieghino tanto tempo a risolvere i casi. Quando suonano alla porta dico tra me “Eccoli, sono loro” e puntualmente vengo smentito.
L’altro giorno in un momento di debolezza confessai quello che avevo fatto ad un amico, che forse non ci saremmo più rivisti , che avrei finito il resto dei miei giorni in prigione. Lui rispose che non c’era da preoccuparmi, non avrebbe mai bussato nessuno poliziotto alla porta. Dovevo rilassarmi e uscire di più la sera.
Quando si odia qualcuno o si è insofferenti verso i sentimenti che suscita è necessario soffocarla, ammazzarla in qualche modo per farla sparire nell’oblio per sempre
Pensiero del Giorno: Vasco Rossi è responsabile di aver realizzato la peggior cover della storia della musica. Ha letteralmente umiliato la canzone Creep dei Radiohead, rimanendo la base inalterata e cantando parole a cazzo. Io, amante della musica non potevo tacere di fronte al scempio fatto ad uno dei miei gruppi preferiti. Rimango sempre meravigliato nel pensare che sia la rockstar più famosa del Paese. La massa di giovani è lobotomizzata da questo tipo che per tanti è un mito. A mio parere l'emersione di tanti bravi gruppi punk o rock italiani è resa impossibile da due ragioni 1) La tradizione della musica italiana che attira una folta sciera di giovani (al momento in cui scrivo questo in vetta alla classifica delle vendite ci sono Allessandra Amoruso, Gigi d'Alessio, Noemi, Eros Ramazzotti, Tiziano Ferro) e 2) Vasco Rossi è preso come il re del rock in Italia e monopolizza l'attenzione di una altra grande fetta di pubblico.
il rock e il punk non sono generi in cui si fa sfoggio di grandi doti vocali. I virtuosismi sono relegati agli strumenti e cosa più importante sono fatti per la circolazione di idee e concetti . Andate a prendere le canzoni di quei cinque signori in testa alle classifiche e ditemi quanti argomeni di discussione riuscite a tirare fuori. Ascoltate i testi di un gruppo punk dopo e vi metterete le mani nei capelli per la vastità di "carne che c'è sul fuoco".
La diffusione e trasmissione di cultura e la circolazione di idee è resa posibile anche grazie alla musica non dimenticatelo.